Tartarughe acquatiche

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Inquadramento tassonomico e biologia

Tra le molte specie e sottospecie di tartarughe palustri americane appartenenti alla famiglia delle Emydidae presenti nelle case degli appassionati spicca la Trachemys scripta con le sue varie sottospecie (scripta, elegans e troostii etc).

La T. è una tartaruga robusta che, se ben accudita, può vivere per 30 e più anni e può raggiungere, a secondo della sottospecie, dai 15 ai 30 cm di lunghezza. Nelle giovani tartarughine è impossibile determinare il sesso. Il maschio adulto si riconosce per le unghie degli arti anteriori molto lunghe e la coda molto sviluppata, mentre le femmine sono sempre di taglia maggiore.

Terracquario

La sistemazione ideale per la T è una vasca di dimensioni adeguate meglio in vetro (la plastica si rovina facilmente diventando in poco tempo opaca): un soggetto di 10 cm di lunghezza ha bisogno almeno di una vasca di 60x30x30 cm. La profondità dell’acqua deve essere non inferiore alla lunghezza del carapace.

Molto importante è la presenza nell’acquaterrario di una parte emersa (rocce, legno o piattaforme di plastica o vetro) dove esse possono riscaldarsi e riposare.

Tutto il materiale che si utilizza per arredare la vasca deve essere sanificato (bollito o passato al forno), atraumatico e ben fissato (silicone) ma soprattutto di dimensioni adeguate da non poter essere ingerito dalla tartaruga che può andare incontro a gravi costipazioni gastrointestinali che richiedono nella maggior parte delle volte la terapia chirurgica.Quindi è assolutamente vietato l’uso di sabbia per acquari, difficile anche da mantenere pulita.

Per arredare la parte emersa si consiglia l’utilizzo di tappetini di erba sintetica o pietre (facilmente lavabili). Se si possiedono femmine adulte sessualmente mature è molto importante la presenza di una zona adibita alla deposizione delle uova come ad esempio un contenitore di sabbia facilmente “scavabile”. L’assenza di un luogo adatto a questo scopo predispone la tartaruga alla ritenzione delle uova in utero anche per molti mesi con gravi conseguenze per la sua salute. È bene ricordare che le tartarughe sono in grado di deporre le uova anche se vivono da sole in assenza di un maschio.

  • 1 Fonte di calore e raggi ultravioletti A e B
  • 2 Termostato
  • 3 Zona asciutta (con sabbia)
  • 4 Termometro
  • 5 Filtro
  • 6 Termoriscaldatore (Protetto da una rete)

Filtro

Per cercare di mantenere pulita l’acqua della vasca più a lungo possibile si può ricorrere a l’utilizzo di filtri per acquariologia, impresa in tutti i casi spesso vana visto la velocità con cui questi rettili riescono nuovamente a rendere la vasca indecente. Il filtro, meglio se esterno per evitare di occupare spazio inutile, deve avere una portata di filtrazione oraria almeno doppia rispetto alla capacità della vasca e deve compiere principalmente un’azione meccanica-assorbente quindi deve essere caricato con spugne di resina, lana di perlon, carbone attivo e zeolite che vanno periodicamente cambiate/o disinfettate (ottimo l’utilizzo di ipoclorito di sodio diluito e risciacquato abbondantemente).

Luce

Le tartarughe come tutti i rettili hanno bisogno di lunghe esposizioni ai raggi solari diretti indispensabili per la sintesi della vitamina D che regola il metabolismo del calcio. In cattività tale esposizione può essere garantita da una fonte di raggi ultravioletti del gruppo b (Iguana-ligh 5.0, Reptisun 5.0, Sylvania Reptistar Arcadia D 3 Reptile) la quale dovrà rimanere accesa per almeno 8-12 ore al giorno. L’assenza di tale accorgimento predispone la tartaruga a gravi patologie metaboliche. I raggi UVB non dovranno essere filtrati da vetro e/o plastica. È importante ricordare che tutte le lampade a raggi UVB hanno una durata limitata nel tempo e vanno pertanto sostituite frequentemente poiché nel tempo la percentuale di UVB diminuisce anche se persiste l’emissione della luce.

Temperatura

Le tartarughe per poter svolgere le proprie funzioni vitali hanno bisogno di temperature comprese tra i 20 e i 28 °C con un’escursione termica tra giorno e notte di circa 5-6°C. Pertanto sulla parte emersa dovra essere presente, accanto alle lampade UVB, una fonte di calore (lampade in vetro ceramica, lampade ad incandescenza) collegata ad un termostato regolato sui 26°C posto nella zona centrale della vasca, esattamente a metà tra la fonte calda e la parte più fredda.

L’acqua dovrà essere riscaldata da un termoriscaldatore per acquari regolato sui 24-26°C di wattaggio adeguato ai litri presenti nella vasca. Il termoriscaldatore deve essere fissato e protetto (con una rete o sotto un sasso).

Ottime sono le lampade di ultima generazione a vapori di mercurio con doppio bulbo (Powersun) che emettono contemporaneamente UVB, calore e luce.

Alimentazione

Le tartarughe sono tendenzialmente carnivore da giovani e onnivore da adulti. Ottimi per l’alimentazione sono:

  • pesci interi (lattarini , alborelle, acquadelle)
  • pesci vivi (gambusie, pesci rossi, guppy) ideali per tartarughe anoressiche ritagli della pulizia del pesce (trote, salmoni, naselli ecc.)
  • carni bianche (pollo, tacchino, coniglio)
  • crostacei, gamberi, granchi, molluschi bivalvi
  • insetti (grilli, camule, kaimani)
  • lombrichi
  • croccantini per gatti light
  • pellet per tartarughe e pesci da laghetto
  • artemia salina (per le tartarughe baby)
  • verdure (lattuga, cicoria, zucchine, carote, faggiolini ecc.)
  • frutta (mela, pera, melone ecc.).

Le tartarughe neonate vanno alimentate tutti i giorni, man mano che crescono la frequenza dei pasti diminuirà a due tre volte la settimana.

L’alimento può creare grossi problemi all’igiene della vasca, pertanto l’ideale sarebbe alimentare le tartarughe in vasche separate.

L’utilizzo di cibo commerciale (gamberetti essiccati) può risultare pericoloso soprattutto se usato come unica fonte alimentare perché, essendo completamente sbilanciato e privo di vitamine, può provocare gravi patologie nutrizionali.

È consigliabile utilizzare periodicamente come integratori minerali carbonato di calcio e osso di
seppia sbriciolato.

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