Pitoni reali

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Origine, descrizione e classificazione

I pitoni reali (Phyton regius) sono piccoli Boidi originari dell’Africa Centrale e Occidentale. Le dimensioni ridotte (90-120 cm da adulto) e il carattere mite ne fanno un pet apprezzato indicato anche per i principianti. Allo stato libero i pitoni reali sono animali notturni che trascorrono le ore diurne in tane sotterranee; anche in cattività hanno bisogno di privacy e di nascondigli. L’abitudine a raggomitolarsi nelle spire quando spaventati è l’origine del nome comune “pitone palla”.

Ambientazione

I serpenti non hanno bisogno di grandi spazi, ma un minimo di 40 lt è richiesto per un giovane fino a 120 lt per un adulto. E’ meglio impiegare terrari (industriali o autocostruiti) e non riutilizzare vecchi acquari che non garantiscono adeguata ventilazione: a questo scopo la teca deve essere fornita di diverse prese d’aria su due lati opposti, da una parte in alto e dall’altra in basso in modo da sfruttare il movimento dell’aria causato dal gradiente termico.

Come substrato sono indicati materiali NON PARTICOLATI e FACILMENTE PULIBILI: giornali, stuoie e Astroturf-prato sintetico. Sconsigliati invece tutolo di mais, ghiaia, sassi, terra, trucioli, lettiera per gatti e corteccine, che sono difficili da pulire e possono causare blocchi intestinali se ingeriti.

L’arredamento deve comprendere uno o più siti per il basking che possono essere costituiti da rami e grossi sassi piatti, es lastre di ardesia poste sotto il faretto riscaldante. Fondamentale la presenza di NASCONDIGLI almeno due rispettivamente nella zona calda e fredda, costituiti da scatole buie (legno, cartone, plastica opaca) con due fori di accesso ai due angoli opposti.

Temperatura

Un appropriato gradiente termico è fondamentale per mantenere i rettili in salute. La teca del pitone reale dovrebbe essere mantenuta fra 26 e 30 gradiC, con un picco massimo di 32 nel punto di basking. Questa temperatura deve essere mantenuta con l’ausilio di tappetini riscaldanti posti SOTTO la teca e con lampade a infrarossi o di ceramica protette da gabbiette di rete in modo da impedire qualunque contatto diretto col serpente: la funzione degli elementi riscaldanti deve essere regolata da un termostato e monitorata con almeno due termometri in ciascuna teca, uno poco sopra il fondo nell’angolo “freddo” e uno in corrispondenza del punto di basking. Le “rocce calde” in vendita in molti negozi sono sconsigliate in quanto frequente causa di ustioni. In nessun caso il pitone reale
può essere mantenuto a temperatura ambiente in un normale appartamento riscaldato.

Acqua e umidità

I pitoni hanno bisogno di umidità per mutare correttamente la pelle. Il tasso di umidità nella teca va mantenuto fra il 60 e l’80%, il che può risultare difficile in presenza degli elementi riscaldanti e di adeguata ventilazione. Se l’igrometro (consigliabile) ci dice che l’ambiente è troppo asciutto, conviene fornire al pitone una “tana umida” che possiamo costruire con una scatola da frigo di plastica ( tipo Tupperware) coi due angoli opposti tagliati per entrata e uscita e riempita di muschio umido: questi contenitori verranno usati al momento della muta e anche per deporre le uova.

Una larga ciotola d’acqua non rovesciabile in cui il serpente possa immergersi completamente è anche necessaria e utile per alzare l’umidità ambientale: l’acqua va cambiata frequentemente anche perché spesso i serpenti vi defecano dentro.

Alimentazione

I Pitoni reali sono costrittori e uccidono le prede mordendole e soffocandole fra le spire. È saggio abituare i serpenti ad assumere prede morte sia per ragioni igieniche (il congelamento uccide molti patogeni) sia per evitare lesioni al serpente in caso non uccida immediatamente la preda viva o che questa si difenda vigorosamente.

La maggior parte dei pitoni nati in cattività accetta facilmente i topi di dimensioni adeguate (non molto più grandi del cranio del serpente) ma i soggetti di cattura spesso non li riconoscono come cibo: questi soggetti spesso accettano gerbilli o criceti, in seguito topi di colore scuro magari strofinati sui gerbilli. Attenzione perché soggetti abituati ai topi spesso li rifiutano dopo aver assaggiato gerbilli o criceti, molto più graditi da questa specie. Per massimizzare le probabilità di immediata assunzione della preda, soprattutto se viva, è indicato somministrarla in tarda serata.

Per evitare le malattie infettive di cui i topi da negozio sono spesso portatori e per alimentarli in maniera corretta così da massimizzarne il valore nutritivo per il pitone, si raccomanda di allevare personalmente le proprie prede quando possibile.

I pitoni fino a 3 anni vanno alimentati una volta ogni 7-10 gg, in seguito si passa gradatamente a un pasto ogni 2-3 settimane. Molti pitoni vanno incontro a lunghi periodi di rifiuto del cibo senza apparente motivo e senza conseguenze, tuttavia se un serpente smette di mangiare va sempre sottoposto a visita medica per valutarne le possibili cause (problemi di ambientazione, temperatura, umidità, parassitosi, gravidanza, malattie).

Controlli medici

Tutti i pitoni appena acquistati vanno sottoposti a controllo medico: diverse malattie parassitarie sono comuni (anche contemporaneamente) negli animali di cattura ma non sono da escludere neanche nei soggetti nati in cattività. In seguito un controllo ogni 1 o 2 anni è indicato, soprattutto prima del periodo di brumazione indicato se si volesse tentare la riproduzione. I serpenti vanno portati dal veterinario in un sacco di cotone, una federa da cuscino è perfetta allo scopo, a sua volta contenuta in una scatola di materiale isolante se la temperatura esterna scende sotto i 24 gradi.

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