Cani

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Un membro della famiglia a tutti gli effetti

L’adozione di un cucciolo, che sia un bastardino preso al canile, trovato per strada o un esemplare di razza pura con tutti i documenti a posto, è un atto di grande responsabilità perché il cane è più di un semplice animale da compagnia ma si inserisce a pieno titolo nella famiglia instaurando rapporti complessi con tutti i suoi membri.

Altrettanto importante della gestione sanitaria quindi è la comprensione dei suoi comportamenti e delle sue caratteristiche etologiche e psicologiche, per facilitargli l’evoluzione da tenero batuffolo ad adulto equilibrato e consapevole, che meriti a pieno titolo la qualifica di “cane buon cittadino” richiesta per la convivenza con gli animali nelle nostre città sempre più affollate e congestionate.

Condizione imprescindibile per la crescita armoniosa della psiche del cucciolo è la SOCIALIZZAZIONE: è da piccolo che il cane impara a relazionarsi con le persone, con gli animali di specie diversa e a non aver paura delle auto, dei rumori, delle persone in divisa o con strani copricapi.

La socializzazione più importante, purtroppo spesso trascurata, è quella con i propri simili: giocare con gli altri cani, sia della sua età che più grandi, di sesso opposto o uguale, insegna al cucciolo a relazionarsi con gli altri, ad auto controllarsi e ad inserirsi in una gerarchia, abilità indispensabili per rapportarsi bene anche con le persone; giocare coi suoi simili è anche lo sfogo più sano per un giovane cane, sia fisicamente che psicologicamente.

Mantenere un cane sistematicamente isolato dai propri simili per paura di liti o altro è una crudeltà verso questo animale spiccatamente sociale e predispone quasi inevitabilmente a patologie comportamentali.

Altrettanto importante è insegnare al cane a rapportarsi correttamente verso i membri della famiglia, stabilendo da subito poche semplici regole che però dovranno essere inderogabili: se non vogliamo il cane sul divano, ad esempio, non dovrà salirci mai, neanche quando è piccolo e carino, altrimenti poi per lui sarà incomprensibile perché ad un certo punto cominciate a sgridarlo e ai suoi occhi apparirete incoerenti e quindi non affidabili come guide: e se manca la fiducia, comprensibilmente manca anche l’impulso ad obbedire che è il motivo per cui tanti cani fanno disperare i loro padroni.

Apparire agli occhi del cane come una guida non richiede botte, collari a strozzo o altri metodi coercitivi (diffidate anzi dagli addestratori che impostano l’educazione del cucciolo su queste metodiche) ma solo comprensione della mente canina: soprattutto per animali con “esigenze particolari” ad esempio di taglia grande o di temperamento irruento il nostro staff è a vostra disposizione per spiegarvi le basi della convivenza canina e, in caso di problemi, instradarvi verso un consulto con uno specialista.

Protocollo vaccinale del cane

Prima di procedere alla vaccinazione del cucciolo è opportuno farlo visitare e con l’occasione portare in Clinica un campione delle sue feci per farle esaminare.

È importante, infatti, che il cucciolo sia in salute e che non abbia parassiti intestinali (vermi o protozoi) altrimenti la vaccinazione potrebbe essere compromessa ed inefficace.

Ogni vaccinazione prevede l’esecuzione da parte del medico veterinario di una visita clinica completa per accertarsi che l’animale sia in salute.

Il protocollo vaccinale adottato dalla nostra struttura avviene nel seguente modo:

  • 1° vaccinazione a circa 60 giorni di età: il vaccino utilizzato comprende il virus del cimurro, l’adenovirus canino (responsabile dell’epatite infettiva del cane), il parvovirus canino (responsabile della gastroenterite virale del cane) e la leptospirosi; solitamente tale vaccino polivalente viene indicato con la sigla CEP+L;
  • 2° vaccinazione a 21 giorni dalla prima, cioè ad 81 giorni di età: comprende i quattro agenti di malattia del precedente vaccino; sigla CEP+L;
  • 3° vaccinazione a 21 giorni dalla precedente, cioè a circa 102 giorni di età: comprende i quattro agenti di malattia del precedente vaccino; sigla CEP+L;
  • a 12 mesi dalla 3° vaccinazione va quindi effettuato il richiamo per i virus del cimurro, dell’adenovirus canino, del parvovirus canino, e della leptospira (CEP+L; tale vaccinazione viene comunemente definita tetravalente).

Grazie ai vaccini di nuova generazione che vengono utilizzati presso questa struttura non è più necessario richiamare il vaccino della leptospirosi ogni sei mesi come è invece necessario qualora si utilizzassero vecchi ceppi vaccinali.

Quanto sopra detto è valido in linea di massima per i cuccioli. Se invece il cane ha già un’età superiore ai tre mesi sarà il Medico Veterinario a decidere che tipo di protocollo seguire.

La vaccinazione antirabbica è obbligatoria solo se il cane esce dal confine italiano o se ci si reca nel nord est italiano.

Per maggiori informazioni si consiglia di rivolgersi alla propria ASL di appartenenza e, nel caso si voglia portare il proprio cane all’estero, ci si deve rivolgere con largo anticipo all’ambasciata del paese in cui si intende andare.

Alimentazione

È possibile alimentare il cane sia con alimenti industriali, che hanno il vantaggio di essere completi e semplici da somministrare, oppure con razioni preparate in casa che sono di solito più appetite e consentono di controllare personalmente la qualità delle materie prime impiegate.

Entrambi i metodi possono dare buoni risultati, purché la scelta avvenga oculatamente tenendo presente razza, taglia, età e stile di vita del proprio cane.

Approfondite l’argomento nel corso delle prime visite vaccinali, nel nostro staff è presente anche un nutrizionista che vi aiuterà a formulare la razione ideale per il vostro cane.

Chirurgia preventiva

La sterilizzazione delle femmine è consigliabile qualora non si abbia l’intenzione di farle accoppiare per la riproduzione.

L’età migliore per l’intervento di ovarioisterectomia (sterilizzazione) è 6-7 mesi, corrispondente alla pubertà per la maggior parte delle razze: i soggetti di taglia gigante continuano a crescere più a lungo quindi nel loro caso si aspetta un pò di più.

Questa chirurgia non solo rende la convivenza con la cagna molto più semplice, evitando perdite ematiche sui pavimenti e codazzi di maschi eccitati tutte le volte che si esce con la propria cagna, ma soprattutto è preventiva verso le patologie dell’apparato riproduttivo frequentissime in questa specie: gravidanze isteriche, cisti ovariche, piometra (ossia infezione dell’utero con accumulo di pus) e tumori mammari.

Contrariamente a quanto si sente in giro, avere una cucciolata non protegge la femmina da queste patologie ma addirittura in alcuni casi ne facilita l’insorgenza. Inoltre i cuccioli dovrebbero nascere perché sono voluti e si è trovata una famiglia per tutti, non perché “la cagna ne ha bisogno” creando orfanelli che finiscono a ingrossare la triste popolazione di canili e rifugi.La castrazione dei maschi è meno indispensabile: alcune patologie del comportamento rispondono alla castrazione ma essa non è la panacea dei problemi di aggressività come spesso detto. Molti cani da anziani sviluppano problemi di prostata in conseguenza di un eccesso di ormoni: questi soggetti beneficiano della castrazione chirurgica, ma esistono anche terapie alternative.

Fondamentale è invece la castrazione dei soggetti criptorchidi, cioè quei cani che hanno un solo testicolo poiché l’altro non è sceso, data la elevata probabilità che il testicolo ritenuto vada incontro ad evoluzione neoplastica (tumorale).

Microchip

Il Microchip è stato riconosciuto legalmente valido nella regione Lazio ed ormai in pressoché tutte le regioni d’Italia. Questa rappresenta un’ottima notizia per tutti i cani ed i loro proprietari poiché tale chip sostituisce definitivamente il tatuaggio, che veniva apposto in anestesia totale sull’interno coscia destro dei cani.

Inoltre tale chip è obbligatorio per ottenere il Passaporto Europeo.

Anagrafe canina

Entro il terzo mese di vita (o di possesso) il cane deve essere iscritto all’anagrafe canina.

Tale iscrizione può essere effettuata direttamente presso la Clinica Veterinaria Omniavet, senza alcuna incombenza per il proprietario.

Passaporto Europeo

Il Passaporto Europeo è un documento analogo a quello delle persone che però si applica a tutti i cani, i gatti ed i furetti.

  • Per il rilascio del passaporto i cani, gatti e furetti devono essere identificati da tatuaggio e/o microchip (valido fino al 3 luglio 2012);
  • Il giorno dell’appuntamento gli animali devono essere portati per consentire la corretta e certa identificazione da parte del veterinario ufficiale;
  • Pagamento di € 34,00 sul c/c 23012008 intestato a ASL Roma D Servizio Veterinario, nella causale scrivere “rilascio passaporto europeo per cane/gatto/furetto”;
  • Il proprietario dell’animale munito di documento di riconoscimento valido e codice fiscale deve portare: libretto o scheda di iscrizione all’anagrafe canina, libretto sanitario, il certificato di vaccinazione antirabbica (effettuata almeno 21 giorni prima) ed eventuali altre certificazioni veterinarie. La fotografia dell’animale è facoltativa;
  • Per i cuccioli sotto i tre mesi di età e non vaccinati occorre verificare se i singoli Stati membri UE consentono l’ingresso (decisione SANCO);
  • Per gli ingressi in Irlanda, Regno Unito e Malta, fino al 2010, si continua ad applicare il Pet Travel Scheme (vaccinazione antirabbica dopo l’inserimento del microchip, ricerca degli anticorpi dopo almeno 20 giorni dalla data della vaccinazione antirabbica); per Svezia e Norvegia il prelievo deve essere effettuato dopo almeno 120 giorni dalla data del vaccino antirabbico,
  • Per i Paesi terzi (extra UE) occorre sentire il Consolato del Paese di destinazione oltre a verificare se il Paese è nell’elenco allegato C, altrimenti occorre effettuare il prelievo di sangue, almeno 30 giorni dopo la vaccinazione antirabbica, per la ricerca degli anticorpi.

Fino a nuova comunicazione i passaporti si rilasciano,su appuntamento, presso la Asl in via Magliana, 856/H – Tel. 0656487646.

Leishmaniosi

È una malattia molto grave, sempre letale se non tempestivamente curata, che colpisce il cane ed è presente in tutto il bacino del Mediterraneo ed in altri Paesi stranieri.

Tale gravissima malattia è provocata da un Protozoo, la Leishmania, che viene trasmesso da una sorta di zanzarina, il Flebotomo, detto anche Pappatacio. Quest’ultimo si nutre di sangue e punge il cane, l’uomo ed altri animali preferibilmente durante le prime ore del giorno e nelle tarde ore pomeridiane.

Per proteggere i cani contro tale malattia è perciò importante in primo luogo farli uscire a passeggio evitando queste ore e, se possibile, tenerli dentro casa nelle ore notturne.

È fondamentale, inoltre, proteggerli con antiparassitari che agiscano anche contro le zanzare (e i pappataci): purtroppo tali prodotti agiscono esclusivamente come repellenti, allontanandone un grande numero ma non tutti.

Non c’è quindi modo di essere CERTI che il proprio cane non venga punto da questi insidiosi insetti.

Dato che l’efficacia della terapia della leishmaniosi è condizionata dalla precocità dell’intervento, si consiglia di eseguire annualmente in tardo autunno-inizio inverno un esame del sangue (test della leishmania) che consente di individuare precocemente l’eventuale contagio e cominciare tempestivamente la terapia.

Filariosi

La Filariosi cardio-polmonare è una malattia molto grave che può colpire il cane, il gatto ed il furetto, provocando ipertensione polmonare e gravi lesioni cardiache.

È una malattia parassitaria sostenuta da un verme nematode, la Dirofilaria immitis, che da adulto è piuttosto grande e vive nelle camere cardiache.

Allo stadio larvale invece è microscopico e viene trasmesso da un animale all’altro tramite la puntura della zanzara che lo inocula nel sangue.

Questa malattia è stata sempre presente in tutte le regioni del Nord Italia, dove controllo e profilassi sono routine per le specie a rischio. Di recente, tuttavia, il suo areale di distribuzione va espandendosi verso sud adattandosi alle condizioni presenti in questi nuovi territori, agevolata anche dal notevole cambiamento climatico che si sta verificando sulla nostra penisola.

Per tale motivo è consigliabile far prelevare un pò di sangue a digiuno per far eseguire il test per la

Filaria. Nel caso in cui tale test dovesse risultare negativo, il che vuol dire che il cane non è infetto, si potrà eseguire la profilassi per la malattia, che consiste in una unica iniezione di farmaco per via sottocutanea una volta l’anno all’inizio della primavera, periodo favorevole per l’insetto vettore.

Per poter proteggere completamente i nostri piccoli amici questa iniezione va quindi ripetuta una volta all’anno, regolarmente, come si fa per tutte le iniezioni vaccinali. Esiste anche la possibilità di praticare la profilassi tramite farmaci da somministrare con cadenza mensile.

Il nostro staff è a vostra disposizione per illustrarvi le differenze fra i vari protocolli.