Pappagalli inseparabili

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Origine

Varie regioni dell’Africa. Le specie più comunemente allevate sono Agapornis fisheri e Agapornis personata (“occhio cerchiato”) e Agapornis roseicollis (“occhio non cerchiato”): sono specie ormai compiutamente addomesticate e che esprimono una grande varietà di mutazioni di colore: tutti i soggetti in commercio sono di allevamento. Gli inseparabili si adattano bene alla vita captiva ma richiedono gabbie abbastanza spaziose per muoversi e per ospitare giochi e arricchimento ambientale.

Temperamento

Se svezzati a mano e ben socializzati gli inseparabili possono essere molto affettuosi e divertenti compagni; viceversa gli adulti allevati naturalmente sono estremamente difficili da addomesticare. Se mantenuti singoli come animali da compagnia possono sviluppare un legame morboso con la “loro” persona e stressarsi molto se separati. Le doti imitative sono molto scarse, mentre possono rivelarsi rumorosi soprattutto se mantenuti in gruppo. Sebbene nelle diverse lingue siano noti come “inseparabili” o “uccelli dell’amore” in omaggio al loro comportamento di coppia, possono rivelarsi anche molto aggressivi, sia verso altri uccelli della stessa specie o di specie diversa sia verso le persone.

Alloggio e sistemazione in casa

Per una coppia di Agapornis la sistemazione migliore è rappresentata da una gabbia razionale e spaziosa, almeno 90x30x30 cm, arredata con 3 posatoi disposti 2 in alto il più distanti possibile tra loro (per incoraggiare il volo orizzontale) e il terzo in mezzo e più in basso (per facilitare l’accesso alle mangiatoie).

I posatoi migliori sono rappresentati da rami naturali di diverso diametro (per consentire una naturale ginnastica del piede) che vanno periodicamente sostituiti: tutte le essenze non tossiche e non resinose sono accettabili. Ideali i rami di albero da frutto tipo melo e pero, come anche il salice, l’eucalipto, l’olivo e la betulla. Anche se piccoli, gli inseparabili sono sempre Pappagalli e come tali richiedono un certo arricchimento ambientale: oltre ai rami naturali, che si divertiranno a scortecciare, sono utili un’altalena e giochini “problem solving” e “foraging” ad esempio un rotolo della carta igienica pieno di striscioline di carta che nascondono piccoli premi come semi di girasole o frammenti di noce.

Le mangiatoie indispensabili sono: una per ciascun uccello ospitato per i semi, due portapastoncini (per il pastoncino e per gli estrusi) e una linguetta per il grit (v. oltre).

La gabbia va sistemata in un ambiente luminoso e senza correnti d’aria, possibilmente dove sia possibile per gli animali seguire il fotoperiodo naturale, quindi non in stanze dove si soggiorna fino a tarda sera: assolutamente sconsigliata la cucina, data l’alta tossicità del gas e dei vapori sviluppati dalle pentole antiaderenti (gas di teflon).

Gli Agapornis possono tranquillamente essere ospitati all’esterno, sia in gabbia riparata dal vento e dal sole diretto sia, ove possibile, in voliera che consente di godere dei propri uccelli felici in un ambiente più naturale e anche di mantenere piccole colonie con interazioni più complesse.

Alimentazione

Gli inseparabili tendono ad esagerare coi semi e a fissarsi su di essi, per cui è importante insegnare loro fin da piccoli ad apprezzare una dieta variata. Un estruso non troppo ricco di proteine (14%) e di grassi (4-6%) è una buona base alimentare, integrata con mela, carota, verdure a foglia scura, cereali integrali (riso, orzo, avena) crudi o cotti e un misto di semi così composto: miglio giallo, scagliola, miglio bianco, avena decorticata, cardy bianco, grano saraceno, risone, canapa, lino. In generale il girasole non fa parte della dieta ottimale degli inseparabili, anche se soggetti mantenuti in voliera esterna possono beneficiare di questa integrazione lipidica durante i mesi più rigidi. Le miscele di frutta disidratata, legumi, cereali ed estrusi sono una buona integrazione e un utile incentivo ad assaggiare cibi nuovi per i soggetti abituati a dieta solo granivora. I soggetti in riproduzione appetiscono anche un pastone all’uovo secco eventualmente ammorbidito con un po’ d’olio di semi o mela e carota grattate. Sempre lasciare a disposizione osso di seppia o blocchetto di sali minerali (anche se animali ad alimentazione equilibrata non ne faranno grande uso) ed acqua sempre fresca.

Riproduzione

Le specie in oggetto sono semplici da riprodurre e in genere si adattano a condizioni anche sub ottimali: non è però un motivo per non prendere sul serio il loro allevamento. Innanzitutto ricordiamoci che si tratta di specie diverse: anche se nei negozi vengono spesso offerti tutti mescolati e loro sono disposti a formare coppie interspecifiche, è un grave errore consentire la nascita di ibridi che andranno ad inquinare il patrimonio genetico che la natura prima e lo sforzo di allevatori coscienziosi più di recente hanno preservato per millenni. Specie diverse vuol dire che accoppiare un personata con un roseicollis non è come accoppiare un pastore tedesco con un labrador, per fare un esempio, ma come accoppiare un cane con uno sciacallo, oppure un gatto con un ocelot!

Una volta deciso a quale specie ci si vuol dedicare, il passo successivo è scegliere soggetti in buona salute e appartenenti a mutazioni fra loro compatibili: questo per favorire la nascita di piccoli sani e che esprimono una colorazione riconoscibile e quindi a loro volta riproducibili. I riproduttori dovrebbero essere testati per le malattie infettive (Clamidia, Polioma e PBFD) per evitare di cedere poi dei piccoli malati.

La gabbia 90×30 è sufficiente per due riproduttori: la cassetta nido (15x25x20h cm con foro d’ingresso 8 cm) sarà preferibilmente appesa esternamente per non limitare lo spazio a disposizione della coppia. Soprattutto i roseicollis amano imbottire il nido con materiale vegetale: il preferito è la corteccia di salice ma anche foglie di eucaliptus o semplice fieno per conigli vanno bene.

Molte coppie sono contente anche di trovare nella cassetta nido del pellet di carta riciclata o di segatura da sminuzzare. La covata media è di 4-5 uova che vengono incubate per 23-25 gg: di solito gli inseparabili sono ottimi genitori e svezzano i pulli senza bisogno di aiuto. Se si vogliono
prendere piccoli da allevare a mano, si raccomanda di lasciarli coi genitori almeno due settimane e di allevarne sempre almeno due insieme per evitare problemi comportamentali futuri. Anche se in cattività gli Agapornis si riproducono tutto l’anno, è bene farli covare da settembre a giugno, facendoli riposare nei mesi estivi in quando col caldo spesso le covate muoiono nei nidi.

Assistenza medica

Sia i soggetti riproduttori che quelli da compagnia richiedono assistenza medica: come per tutti gli uccelli, la prevenzione è fondamentale. I soggetti di allevamento dovrebbero essere controllati tutti gli anni prima della stagione cove: esami parassitologici e batteriologici a campione indicheranno la eventuale necessità di terapie profilattiche molto più razionali dei tradizionali “trattamenti precova” a base di un po’ di tutto. L’allevamento dovrebbe essere clamidia, polioma e PBFD negativo e ogni nuovo acquisto dovrebbe essere quarantenato e testato per queste malattie prima di entrare.

I soggetti da compagnia mantenuti isolati e non in riproduzione hanno problematiche diverse: per loro andrà tenuto sotto ctrl il peso, la corretta alimentazione, l’esposizione a sostanze tossiche e la salute mentale spesso compromessa a causa della vita innaturale.

In generale si raccomanda un controllo annuale che comprenderà un esame delle feci con colorazione (Gram feci) indice generico delle condizioni di salute dell’intero organismo.

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