Pappagalli cenerini

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Origini e classificazione

Il Cenerino è un pappagallo africano diffuso in tutta l’Africa equatoriale: in alcune parti del suo ampio areale è comune o addirittura abbondante mentre in altre, quelle più antropizzate, la sconsiderata cattura a scopo di esportazione lo ha fatto diminuire drasticamente di numero. Esiste anche una sottospecie più localizzata (Psittacus e. timneh) distribuita in Liberia, Sierra leone e Costa d’Avorio caratterizzata da mole minore, coda color aceto invece che rossa, grigio in generale più scuro e ranfoteca superiore color corno invece che grigio scuro. Le popolazioni geografiche variano in mole (es. Congo) o colore (es Camerun, dove i maschi sono in generale grigio piombo scuro e le femmine argentee) ma la riproduzione in cattività ha portato alla scomparsa di queste differenze. In generale i cenerini sono lunghi 20-25 cm e pesano fra i 450 e i 600 gr, i timneh sono più piccoli e leggeri. In natura vive in grandi gruppi, formati da coppie con la prole, che si affollano su alberi dormitorio e si spostano anche per km alla ricerca di cibo ed acqua, isolandosi poi al momento della riproduzione.

Qualità come pet

I Cenerini sono oggi i più diffusi fra i pappagalli di taglia medio grande e senz’altro la prima scelta di moltissimi neofiti che si avvicinano al mondo dei pappagalli: ciò dipende in parte dalla facile reperibilità a prezzi contenuti ed in parte dalla fama di pappagallo intelligente e “parlante”. Pochissima enfasi di converso viene data alle notevoli esigenze che un animale così intelligente presenta dal punto di vista comportamentale e sociale – costante necessità di compagnia e di stimoli -, con la conseguenza che moltissimi cenerini sviluppano in età anche precoce gravi problemi emotivi e psicologici che si manifestano con aggressività, rumorosità eccessiva e più di tutto con la temuta autodeplumazione. Se non abbiamo realmente molto tempo da dedicare al nostro pappagallo ( e cioè se conduciamo una vita diversa dal pensionato o da chi lavora dentro casa) riflettiamo sull’opportunità di adottare questo tipo di animale oppure prendiamone da subito due, che si faranno compagnia in nostra assenza.

Alloggio in casa

A meno che non si possa dedicare una stanza ai nostri pappagalli dove essi possano volare liberi in assenza di rischi, la gestione del cenerino in ambiente domestico richiede una gabbia dove il pappagallo possa stare in tutta sicurezza quando non possiamo controllarlo: un pappagallo libero in casa è infatti esposto a molti pericoli, può causare notevoli danni a mobili ed infissi e naturalmente può scappare facilmente da porte o finestre accidentalmente lasciate aperte. La gabbia ideale per una coppia di cenerini in casa dovrà essere lunga almeno 120-150 cm, larga 80-100 e alta 150-200: per un soggetto singolo le dimensioni potranno essere leggermente minori ma mai meno di 100 cm di lunghezza. Un terzo della lunghezza sarà utilmente coperta con un pannello opaco (verde o nero) che consenta agli ospiti di ripararsi dalla vista quando ne sentissero la necessità: per gli animali preda essere sempre esposti è infatti fonte di grave stress. Molto indicati i modelli con tetto apribile che si trasforma in playpen (v. oltre x giochi). Anche il materiale è importante: le gabbie in acciaio o verniciate a polvere, anche se più costose, sono molto più sicure mentre quelle zincate col tempo tendono a rilasciare ossido di zinco che può essere molto tossico per i pappagalli che lo assumono rosicchiando le sbarre o arrampicandosi su di esse col becco. All’interno della gabbia devono esserci posatoi di legno e di diametro variabile, l’ideale sono rami naturali completi di corteccia che il cenerino si divertirà a rosicchiare: acacia, betulla, nocciolo, pioppo, eucalipto, salice, melo, pero, olmo, faggio, abete e pino purché non troppo resinosi sono legni “sicuri”. Tre posatoi sono sufficienti, è bene non riempire troppo lo spazio per consentire agli uccelli movimento. Ogni individuo – o coppia – deve disporre di almeno 3 ciotole: una per gli estrusi, una per i semi e una per la frutta/verdura/legumi: oltre naturalmente di una fonte di acqua che può essere una ciotola o un abbeveratoio a sifone come quello dei conigli che i pappagalli imparano rapidamente ad usare (accertatevi che il vostro ne sia capace prima di offrirlo come unica fonte di acqua!). Dette ciotole devono essere di acciaio o di plastica dura e non rovesciabili: ne esistono di diversi modelli spesso forniti con le gabbie. Due o tre giochi devono essere sempre a disposizione: è meglio metterne pochi ma ruotarli ogni pochi giorni per mantenere vivo l’interesse che tanti tutti insieme che verranno presto ignorati.

La stanza migliore per alloggiare la gabbia è un soggiorno ben frequentato durante il giorno ma tranquillo la sera in modo da consentire un naturale ritmo sonno-veglia: la peggiore è invece la cucina, troppo spesso inquinata da vapori tossici derivanti dalla cottura degli alimenti e dal teflon
che riveste le pentole e padelle antiaderenti e che libera esalazioni mortali per gli uccelli se riscaldato. Ma anche la gabbia meglio strutturata non elimina il bisogno di quotidiane uscite per il necessario esercizio fisico e mentale: l’ideale sarebbe poter predisporre una voliera esterna dove
l’animale possa volare e nello stesso tempo esporsi ai benefici raggi solari e a qualche spruzzo di pioggia; altrimenti una stanza con porte e finestre ben chiuse e arredamento essenziale, preferibilmente senza potenziali predatori come cani, gatti e furetti. Se proprio non c’è la possibilità di
consentire all’animale l’esercizio del volo in sicurezza può essere necessario ricorrere al taglio delle penne per limitare questa facoltà: il taglio delle remiganti va eseguito da persona esperta o da
un veterinario in quanto un taglio malfatto può esporre l’uccello a traumi fisici o, soprattutto nelle specie più sensibili come il Cenerino, anche mentali con conseguenze devastanti come il beccaggio delle penne. Va sottolineato che nessun taglio delle penne garantisce al 100% che l’animale non sia in grado di alzarsi in volo, perciò quando ci si trova all’aperto è sempre meglio mantenere i pappagalli in apposito trasportino.

Alimentazione

La convinzione che una miscela di semi sia alimentazione completa e sufficiente per un cenerino è ormai da anni dimostrata errata: tuttavia ancora moltissimi pappagalli vengono alimentati con miscele di semi di girasole e granaglie variamente integrate con “frutta secca” e porcherie colorate di vario tipo. I cenerini alimentati in questo modo presentano abbastanza presto patologie metaboliche come lipidosi epatica, ascessi da carenza di vit A e ipocalcemia: la prole di riproduttori alimentati in questo modo spesso presenta difficoltà di accrescimento con deviazione degli arti e fratture spontanee delle ossa lunghe. Una buona soluzione per l’alimentazione dei soggetti da compagnia è rappresentata dall’uso di alimenti pre-formulati estrusi, perfettamente bilanciati e facili da somministrare proprio come gli analoghi mangimi per cani e gatti. Detti alimenti estrusi si presentano sotto forma di “crocchini” variamente colorati e vengono prodotti da materie prime scelte molto accuratamente: ogni boccone è perfettamente bilanciato e così evita il deprecabile fenomeno della “scelta” per cui l’uccello consuma solo i semi preferiti e decora la stanza con tutti gli altri; inoltre non ci sono gusci o bucce per cui non ci sono scarti e si osserva una netta diminuzione dello sporco intorno alla gabbia. Il principale svantaggio delle diete estruse è dato dalla resistenza che alcuni soggetti, soprattutto anziani, manifestano ai tentativi di modificazione del comportamento alimentare: ma con un po’ di pazienza e di dedizione quasi sempre si ottengono buoni risultati. Un altro problema è dato dal fatto che i Cenerini sono abituati ad utilizzare molteplici fonti alimentari e l’utilizzo di un unico alimento, sia pure eccellente, li priva di un importante arricchimento ambientale. Per evitare questo eccessivo impoverimento della loro vita, si raccomanda di utilizzare gli estrusi come alimento base (50% della razione) ma di integrarli con un’ampia varietà di cibi, curando però che la razione sia consumata interamente e non scegliendo solo gli alimenti preferiti:

  • MISCELA DA GERMOGLIO O SEMI MISTI PER PICCIONI SENZA MAIS: ammollare in acqua per 24 h un cucchiaio/capo di un buon misto commerciale per colombi, poi cambiare l’acqua e farli bollire per 15-20 minuti, scolare e somministrare appena raffreddati. I semi cotti vanno preparati quotidianamente, somministrati la mattina e tolti nel tardo pomeriggio: non lasciarli mai a disposizione per più di 24 h poiché si alterano rapidamente. Una diffusa alternativa al misto piccioni è la “zuppa del casale” o altra miscela di cereali e legumi secca o surgelata.
  • MISTO PAPPAGALLI di buona qualità, con quantità moderate di girasole e arachidi e arricchiti con frutta disidratata e peperoncino. Somministrare un cucchiaio nel pomeriggio in sostituzione dei semi cotti.
  • FRUTTA E VERDURA: di fondamentale importanza nella dieta dei pappagalli di ogni specie, deve essere fornita varia e abbondante ogni mattina, fresca, lavata e tagliata a pezzetti. Non sola mela ma ogni tipo di frutta e verdura (escluso prezzemolo e avocado) di stagione possono essere proficuamente inclusi nella dieta del proprio pappagallo: vedrete che una volta superate le prime resistenze l’animale sarà entusiasta di sperimentare sempre nuovi alimenti.
  • VITAMINE E MINERALI. Se l’alimentazione è bilanciata e ricca di alimenti freschi non dovrebbe esserci bisogno di integrazioni vitaminiche: comunque un complesso polivitaminico può essere utilmente aggiunto all’acqua o meglio al cibo per 10-15 gg durante i periodi critici come muta o riproduzione, oppure durante una convalescenza in seguito a trattamenti antibiotici prolungati. Viceversa una mattonella di sali minerali deve essere sempre a disposizione degli uccelli, particolarmente se essi non vengono alimentato con un alimento pre-formulato.
  • ALTRI ALIMENTI: alcune specie di pappagalli, ad es. le Amazzoni, sono entusiasti sperimentatori di nuovi cibi e assaggiano volentieri le pietanze della tavola; altri, come i Cenerini, sono invece restii ad ogni nuovo alimento e tendono a fossilizzarsi su pochi cibi ben noti : comunque diversi cibi di casa, in quantità moderate, sono utili integrazioni alla dieta del pappagallo da compagnia: le uova, ad esempio, sode e somministrate complete di albume e guscio, la pasta non condita, il pane e derivati, ossa di bistecca o di pollo che molti pappagalli amano rosicchiare e spaccare per succhiare il midollo (l’utilizzo di proteine animali nella dieta dei Cenerini soprattutto se non riproduttori, è controverso: le proteine vegetali e l’uovo sono in generale pienamente sufficienti per garantire un ottimale accrescimento e mantenimento: se si sceglie di somministrare al proprio Cenerino un’occasionale integrazione carnea, questa dovrebbe essere davvero eccezionale, ad esempio una volta ogni uno/due mesi).
  • ALIMENTI PROIBITI: non offrire mai prezzemolo, avocado e cioccolato, oltre naturalmente a tutto ciò che può essere tossico per l’uomo e gli altri animali. Dolciumi e alimenti speziati e conditi vanno forniti con la massima moderazione o affatto.

Illuminazione

I Cenerini si sono evoluti in ambienti molto luminosi ed assolati ed hanno bisogno di raggi UV più di molte altre specie. Quando tenuti sempre in casa tendono a diventare ipocalcemici anche se nutriti in maniera corretta e possono sviluppare vere sindromi convulsive da carenza di calcio. Per prevenire questo pericoloso fenomeno si raccomanda di esporre almeno due volte a settimana il proprio Cenerino alla luce naturale del sole non filtrata da vetri o altri schermi o, quando ciò non fosse possibile, ad una lampada apposita per Uccelli (UVB 2%).

Altre annotazioni

Per i pappagalli compagnia e attenzioni sono fondamentali come il cibo e l’acqua: ogni Cenerino tenuto come animale da compagnia dovrebbe ricevere giornaliere sedute di giochi e coccole da parte dei proprietari e poter scambiare frequentemente almeno messaggi vocali con loro: questo inoltre favorirà in lui la percezione di far parte di un gruppo e di poter comunicare con loro in un linguaggio comune. Importante contrastare la tendenza del pappagallo a legarsi ad una sola persona facendo partecipare tutto il nucleo familiare ad esercizi di socializzazione ed interazione e rendendo responsabile la persona preferita delle interazioni sgradevoli (es, rientrare in gabbia) e quelle meno amate di quelle positive (es bocconcini, cantare insieme). Un’interazione che tutti i pappagalli all’inizio detestano ma poi imparano ad apprezzare è la doccia: un’aspersione con acqua tiepida almeno a giorni alterni è necessaria per mantenere il piumaggio in buone condizioni e, una volta che il pappagallo ha imparato a non temere lo spruzzino, anche un gran divertimento.

Per i momenti di solitudine l’uccello deve avere a disposizione oggetti da manipolare e rosicchiare; rami di Melo, Pero, Eucalipto, Salice, Olivo, Betulla, Olmo, Frassino e altri “legni dolci” , ben lavati sono l’ideale, insieme a pigne, pezzi di corda, grosse noci e scatole di cartone: evitare invece
l’uso di rami di pesco, susino, ciliegio e dei legni resinosi in generale. Anche i giochi commerciali sono utili, non solo quelli da rosicchiare ma anche i “problem solving”. Molto importante per mantenere in allenamento in maniera naturale la mente del vostro Cenerino è il “foraging” ossia cercare il cibo: un modo facile è quello di predisporre un vassoio a sponde alte (es lettiera per gatti) pieno di striscioline di carta che nascondono poche noci o semi di girasole. Non verrà mai troppo sottolineato che per i Cenerini la solitudine è condizione altamente innaturale e fonte di grave sofferenza quindi, se il nostro stile di vita ci impone molte ore fuori casa, è meglio prevedere di adottare due pappagalli o, in alternativa, scegliere un altro tipo di pet.

Assistenza medica

Gli Uccelli sono animali selvatici ed hanno esigenze mediche particolari, che solo un veterinario con una competenza specifica può soddisfare: è consigliabile far controllare il proprio animale almeno con frequenza annuale eseguendo almeno gli esami di base per investigare sulla possibile presenza di malattie in incubazione, che invariabilmente gli uccelli nascondono finché la situazione non è compromessa in modo talora irrecuperabile. Un’accurata medicina preventiva, una corretta gestione e un occhio attento sul proprio animale sono per i pappagalli ancora più indispensabili che per i cani e i gatti.

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