Furetti

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Inquadramento tassonomico e biologia

Il furetto (Mustela putorius furo) è un Mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidi; non è quindi, come spesso si sente dire, un Roditore, ma i suoi parenti più stretti sono la Puzzola europea (che va considerata il ceppo selvatico da cui deriva il furetto), la Donnola, la Faina e l’Ermellino.

Essendo un Carnivoro è quindi parente anche dei cani e dei gatti e unisce certe caratteristiche morfologiche del gatto (piccole dimensioni, facilità di trasporto, economicità di mantenimento) con alcune comportamentali del cane (intelligenza, socievolezza anche in età adulta, rapporto privilegiato con le persone di casa). Va sottolineato che già gli antichi Romani tenevano furetti in casa per la lotta ai roditori (ancora prima che il gatto si diffondesse fuori dall’antico Egitto ad opera dei mercanti fenici) e che quindi questo piccolo carnivoro va considerato un animale domestico a tutti gli effetti.

È un animale di piccole dimensioni (maschi 1-1,5 kg, femmine 0,5-1 kg, con ampie fluttuazioni legate alle stagioni), ma dotato di insospettabili forza, agilità e personalità: l’aspettativa di vita è di 5-10 anni, durante i quali mantiene un carattere socievole e giocoso.

Sistemazione in casa

Il furetto necessita di una gabbia “a prova di fuga” corredata di amache e lettiera igienica, che fungerà da quartierino privato per i momenti di riposo e lo proteggerà dai pericoli della casa cui lo esporrebbe in vostra assenza la sua insaziabile curiosità.

Per il resto può essere lasciato libero in appartamento: essendo solito urinare e defecare in posti precisi è possibile abituarlo ad utilizzare una cassetta igienica quasi allo stesso modo di un gatto, anche se usualmente ci vuole un pò più di pazienza.

Normalmente i furetti non manifestano alcuna aggressività nei confronti degli altri animali domestici (eccezion fatta per i roditori) ma anzi possono stabilire rapporti di giocosa amicizia sia con i gatti che con i cani. Se sono stati correttamente allevati quasi mai manifestano aggressività di sorta verso gli esseri umani, adattandosi di buon grado ad essere manipolati, coccolati, lavati, sottoposti a visita medica e via dicendo: è però buona norma limitare e sorvegliare i contatti tra furetti e bambini piccoli finché questi ultimi non abbiano imparato a controllare la propria forza, per evitare che manipolazioni troppo rudi stimolino l’animale a reazioni difensive inevitabilmente dolorose per i piccoli: questa precauzione del resto è valida per tutti i tipi di animali domestici.

Il principale, se non l’unico ostacolo all’utilizzo del furetto come animale da appartamento è rappresentato dall’odore penetrante che emana il manto di entrambi i sessi ma soprattutto quello dei soggetti maschi: a questo si ovvia peraltro facilmente con la semplice sterilizzazione, pratica altamente consigliata per i soggetti di entrambi i sessi tenuti come animali da compagnia (vedi oltre).

Alimentazione

I furetti sono animali squisitamente carnivori, ancora più dei gatti, e necessitano pertanto di un’alimentazione ad alto tasso proteico (30%) e lipidico (20%). Il modo più semplice per venire incontro alle loro necessità è offrire un mangime preconfezionato apposito (Zupreem, 8 in 1, Totally Ferret) oppure un mangime per gattini di alta qualità (quali IAMS, Eukanuba, Nutro, Royal Canin), magari miscelando in parti uguali crocchette per gatti e crocchette per furetti. In aggiunta i furetti gradiscono le uova sia crude che sode, diversi tipi di frutta soprattutto zuccherina come la banana o le uvette, come anche alcuni tipi di frutta secca e svariatissimi cibi “umani” che però vanno somministrati con la massima parsimonia, pena malattie gastrointestinali ed anche squilibri metabolici piuttosto gravi.

È utile poi integrare, anche quotidianamente, l’alimentazione del furetto con carne fresca di pollo, quaglia o tacchino, duelli o interiora avendo ben cura di non fornirgli anche ossa scheggiate che potrebbero danneggiare in modo irreparabile il loro intestino.

Medicina preventiva

È buona norma sottoporre il furetto, come gli altri animali, a una visita medica accurata almeno una volta all’anno. In quest’occasione si dovrà anche provvedere a interventi vaccinali che per questa specie consistono in:

  • Vaccinazione contro il cimurro canino: indispensabile data l’altissima sensibilità dei furetti a questo virus, la mortalità del 100% dei soggetti colpiti, e l’alta probabilità di contagio nei soggetti da compagnia che spesso spartiscono l’ambiente con cani. Il primo intervento va praticato a circa 8 settimane, seguito da altri due a distanza di tre settimane uno dall’altro e in seguito a cadenza annuale.
  • In casi particolari può essere indicata anche la vaccinazione contro la leptospirosi, che si associa comunemente a quella contro il cimurro: di solito sconsigliata, se non in casi particolari, quella contro la rabbia.

Chirurgia

Le possibilità di mantenere furetti in appartamento sono strettamente legate (come del resto anche per i gatti) alla neutralizzazione chirurgica di entrambi i sessi. Per quanto riguarda il maschio, questa si rende indispensabile per attenuare il penetrante odore “selvatico” del mantello e per prevenire il comportamento di marcatura del territorio tramite minzioni frequenti e sparse (“spruzzare” negli angoli); altrettanto indispensabile nella femmina, in quanto le furette, essendo ovulatrici indotte, se non accoppiate permangono in estro per settimane e mesi, subendo così uno stato di iperestrogenismo che deprime il midollo osseo causando un’anemia spesso mortale: pertanto le furette o si impiegano regolarmente in riproduzione o devono essere sterilizzate. Questi interventi non sono assolutamente “mutilanti” per l’animale e vanno considerati indispensabili per godere correttamente della compagnia di questi stupendi piccoli mammiferi.